È nato a L’Aquila nel 1945. Dipinge dal 1966. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila. Nel 1975 ha partecipato all’attività del Gruppo “Feed Back sull’Arte”. Dal 1977 è stato tra i promotori di “Officina Culturale ’77”. Ha tenuto mostre personali e ha partecipato a varie mostre collettive ottenendo consensi e riconoscimenti. Vive e lavora a L’Aquila con studio in località Colle di Roio.

Arcaico-Magico
L’opera di Antonio Rauco può essere considerata come quella di un metteur en scène,un attento regista teatrale che sapientemente mette in scena personaggi,storie complesse e scenografiche in un equilibrato gioco di contrasti coloristici che celebra due tematiche principali: la parafrasi della fanciullezza e la celebrazione della donna. L’azione introspettiva è affidata ad un linguaggio di pretta matrice espressionista mentre la dolcezza e la tenerezza fanno riferimento alla lezione picassiana, egregiamente assimilata dall’artista. La natura ossimorica del rapporto fra la dolcezza e l’innocenza contapposta alla seducente malìa della donna, sono particolarmente riscontrabili in Contemplazione di Arlecchino e Le nozze di Arlecchino, dove il protagonista ha completamente perso quell’aura goldoniana tipicizzante, furba e maliziosa, per divenire presenza eterea, che fa riferimento all’infanzia e alla purezza quali strumenti principi della contemplazione e dello stupore. I codici semantici rivelatori vengono affidati ad oggetti-simbolo: il cavallo a dondolo e l’elefante, entrambi rossi-colore della memoria-sono ciò che dell’infanzia Arlecchino porta con sé, mentre la seduzione del corpo femminile passa attraverso dettagli come il copricapo, la corona, la calza e il bicchiere. Anche Volo mistico rivela quanto nell’artista abbia significato fondante per la sua poetica dialettica fra la fanciullezza ed età adulta, mentre ne L’attesa di Leda il corpo  e lo sguardo spigoloso della donn, anche per scelte coloristiche – i colori del disfacimento – sorprendentemente vicini ai corpi espressionisti di Egon Schiele, esprimono il disappunto per l’inganno che il dio, nascosto sotto sembianza di cigno bianco, sta per compiere…

MOSTRE PERSONALI

1974 – Galleria Lo Scanno – L’Aquila
1978 – Galleria S. Giorgio – Teramo
1980 – Galleria Il Quadrivio – Sulmona
1981 – Galleria L’Occhio – Popoli
1982 – Galleria Primo Piano Culturale – L’Aquila
1982 – Galleria GEPAS – Castel di Sangro
2003 – Palazzetto dei Nobili – L’Aquila
2004 – Palazzo Cipolloni – L’Aquila
2007 – Palazzo Santucci – Navelli
2017 – Mostra permanente Palazzo Iacobucci – L’Aquila
2018 – Palazzo Comunale – Navelli

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